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MANNO: La Posta chiude? Chiudiamo anche noi con la Posta!

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C’era una volta la Posta, Istituzione federale pubblica efficiente ed affidabile, vero fiore all’occhiello della Confederazione, guardata dentro e fuori i confini nazionali con grande rispetto ed ammirazione. C’era; ora è rimasto ben poco, e la “Posta che verrà” non assomiglierà più alla vecchia e gloriosa ex- Regia Federale. Siamo perfettamente consapevoli che le abitudini dei suoi utenti sono in parte cambiate grazie all’evoluzione tecnologica, ma quando lo scopo principale è ispirato unicamente alla ricerca del massimo profitto, questo diventa inaccettabile. Anche a Manno si sono presentati due zelanti  e  formatissimi  funzionari, che  con grande dispendio di mezzi informatici hanno esposto i nuovi indirizzi politici del “grande Gigante Giallo”, che si riducono alla chiusura progressiva di ben 78 uffici postali su 116. Complimenti! Ma in base a quali strategie e criteri la Posta sceglie gli uffici da chiudere? La domanda l’abbiamo posta, ma è rimasta senza risposta. Inoltre si sono guardati bene dal dire se fosse stata effettuata un’analisi a livello regionale e non sono neppure state date indicazioni sul futuro degli uffici postali dei comuni vicini.

A Manno vivono 1300 abitanti e più di 5500 persone lavorano nelle molte Industrie ed Aziende domiciliate in una parte del riconosciuto Polo Economico più importante del Cantone! Sul suo territorio Manno ospita pure la SUPSI con la Direzione e due dipartimenti, rappresentati da circa 600 collaboratori e 5700 studenti tra la formazione di base e quella continua. Il Municipio si chiede se questo numero di potenziali utenti sia stato preso minimamente in considerazione da coloro che decidono. L’approccio della Posta con le Autorità comunali appare sbagliato ed inaccettabile e favorisce a creare tensioni tra le parti. In pratica i comuni interessati si vedono messi di fronte al fatto compiuto e le trattative con la Posta si riducono ad una mera messinscena. Il rapporto con i Comuni non è trasparente e tantomeno paritario, riducendone il dialogo (diremmo piuttosto un monologo!) ad una semplice formalità. Inoltre, contrariamente a quanto previsto dall’art. 14 cpv. 6 della Legge sulle poste, non ci risulta che le Autorità dei comuni confinanti siano state interpellate ed informate su questa decisione.

Tra le soluzioni proposte figura l’agenzia ubicata in locali commerciali, nei quali la necessità di sicurezza delle persone e di discrezione sono fattori che a nostro avviso chi di dovere non ha minimamente tenuto in considerazione. Facciamo veramente fatica ad immaginare l’utente postale recarsi dal panettiere, dal fiorista o al distributore di benzina, per ricevere o spedire una raccomandata o richiedere un altro servizio. Malgrado la Posta fornisca una sommaria formazione ai dipendenti di questi esercizi, si constata che, dove questa formula è già in funzione, c’è malcontento sia tra il personale sia tra gli utenti. L’altra probabile soluzione presentata riguarda il servizio a domicilio, con la possibilità di effettuare pagamenti in contanti al postino di turno. Chi garantisce la sicurezza e l’incolumità di quest’ultimo? Senza dimenticare quella dell’utente che, a domicilio, deve possedere contante sufficiente per effettuare i propri pagamenti, a meno di non avere un conto postale e quindi poter fare l’operazione con la carta.

A precise lettere di richiesta di informazioni sulle intenzioni della Posta, sia da parte dei Municipi di Agno, Bioggio e Manno che della Conferenza dei Sindaci del Malcantone (organo riconosciuto dal Consiglio di Stato), alla prima non è neppure stata data risposta, mentre alla seconda è stata fornita una spiegazione molto vaga, chiaramente tesa a guadagnare tempo e con l’intento di evitare gli ostacoli di un’opposizione. Per di più quest’ultima non è stata firmata da un dirigente, ma da un semplice funzionario locale. Questo è il classico esempio di come siano tenute in considerazione le Autorità comunali!

Il Municipio di Manno si appella al Consiglio di Stato: faccia sentire la sua voce nei riguardi del Consiglio d’amministrazione e della direzione della Posta, affinché abbia il coraggio di rivalutare certe decisioni prese da persone che guardano esclusivamente ai propri interessi personali, senza adottare criteri oggettivi condivisi. Invita inoltre le aziende presenti sul territorio ad azioni di solidarietà con il Comune.

Di fronte a questo atteggiamento arrogante, forte della sua posizione di monopolio, se la Posta vuole chiudere l’ufficio postale, anche il Municipio di Manno valuterà di chiudere tutte le collaborazioni che attualmente intrattiene con il “Gigante Giallo”! Sicuramente farà ricorso all’Ufficio di vigilanza!

Il Municipio, 23.3.2017

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