PPD Manno Comune di Manno
PPD MANNO
 

In carrozza, si parte!

Per la Rete Tram-Treno può cominciare il conto alla rovescia. L’iter progettuale, avviato nel 2005 con lo studio di fattibilità, sta per terminare e il primo colpo di piccone potrebbe essere dato nel 2020. In dicembre, completati il picchettamento del tracciato e la modinatura delle opere, nelle cancellerie dei comuni interessati saranno depositati i piani.

Piano Tram-Treno

«L’effetto sarà dirompente, le dinamiche di spostamento tra la città e il Vedeggio rivoluzionate» ha detto il consigliere di Stato Claudio Zali durante la presentazione. Al suo fianco il capo Divisione delle costru­zioni Giovanni Pettinari e il capo progetto Ivan Continati. Zali era un consigliere comunale alle prime armi quando per  la prima volta si è ipotizzato un nuovo collegamento ferroviario tra il basso Malcantone e il centro città.

Pianificazione e progettazione hanno richiesto tempi geologici. Le tappe di avvicinamento sono state tante, tuttavia la pietra miliare data nel febbraio 2014, quando il popolo svizzero ha condiviso il principio di istituire un fondo per il finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Soldi contesi da diversi Cantoni: il Ticino ha avuto il merito di andare a Berna con un progetto convincente dal punto di vista del rapporto costi-prestazioni. Per la verità sono due le opere sulle quali si dovrà esprimere il legislativo cantonale, ha precisato Pettinari: l’estensione della rete tram-treno per 400,7 milioni di franchi e la creazione del nuovo sottopassaggio pedonale di Besso per 43,4 milioni. Da Berna arriveranno la bellezza di 297 milioni: 289 per il cantiere ferroviario e altri 8,6 per il sottopasso della stazione. Il Cantone ce ne metterà 63,2 e 17,7, mentre la partecipazione dei Comuni aderenti alla Commissione regionale dei trasporti del Luganese sarà di 45,8 e 12,8 milioni, con un supplemento per la Città di 4,3 per il sottopasso . «E così il Cantone, con poco più di 60 milioni, compera un’opera che ne vale 400», ha detto uno Zali fiducioso sull’esito positivo dell’esame granconsigliare.

Galleria e viadotto

Un balletto di cifre dietro al quale c’è un’ opera grandiosa, la cui realizzazione durerà parecchi anni. Ne ha parlato Ivan Continati, suddividendo il progetto in quattro aree. La prima, di gran lunga la più importante, consiste nel collegamento tra Bioggio e il centro città. Elemento centrale è la galleria di Breganzona di 2,1 chilometri (a doppio binario), che accorcerà tragitto e tempi di percorrenza. «In 5 minuti da Bioggio si arriverà alla pensilina Botta». Sbucati dal tunnel, i convogli raggiungeranno il capolinea in superficie, lungo corso Pestalozzi. All’estremità opposta della galleria, un viadotto di 700 metri scavalcherà il fiume Vedeggio e l’autostrada, innestandosi nella stazione Cavezzolo, a Bioggio, in prossimità della quale sarà creato il parcheggio park & ride Molinazzo. Da segnalare la fermata sotterranea e il cunicolo di collegamento, che permetteranno ai passeggeri di raggiungere in ascensore la stazione ferroviaria di Lugano.

La seconda area corrisponde al prolungamento delle rotaie da Bioggio a Manno, con terminale in prossimità del palazzo Suglio, dove sorgerà un secondo parcheggio park & ride. Tre le fermate intermedie: Industrie, Bosciorina e La Monda. Lunghezza complessiva del percorso: 1.950 metri.

La terza è in pratica l’attuale tracciato Flp da Ponte-Tresa a Bioggio, sul quale saranno fatti interventi mirati: raddoppio dei binari a Magliaso e Caslano, formazione di due fermate all’aeroporto e in località Colombera, nei pressi della scuola media in costruzione, e rinnovo delle banchine alle stazioni esistenti. Il crocevia dei tre segmenti sarà, appunto, la stazione Cavezzolo e l’attiguo parcheggio, che rappresentano i maggiori contenuti della quarta e ultima area.

La linea Muzzano -Sorengo-Stazione Ffs sarà dismessa e sostituita con un servizio su gomma, che nelle intenzioni del Cantone permetterà di ampliare l’offerta a quelle zone che attualmente sono poco servite. Non è chiaro il destino del sedime ferroviario: «L’ipotesi più probabile – taglia corto Zali – è una pista ciclopedonale».

Si lavora e pianifica anche negli uffici delle Ferrovie Luganesi – presenti a Bellinzona con il presidente Stefano Soldati e il direttore Roberto Ferroni – a cui compete in particolare la scelta dei nuovi treni e l’edificazione di un nuovo centro di manutenzione a Manno. Musica del futuro sono il prolungamento della rete tram-treno a nord fino a Cornaredo e a sud fino a Grancia.

Rivista di Lugano, 22.9.2017, Ivan Pedrazzi

Cerca nel sito

Attualità