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RETO CESCHI E L’OSSESSIONE PER IL POPULISMO

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Alla testa della RSI di Comano qualcuno deve avere qualche dolore o conto in sospeso con la parola “populismo “, come se questa rappresentasse il male assoluto, il virus dei virus, un’invasione aliena o qual cosa di immondo e da temere. La parola populista che, contrariamente a quanto si tenta di far credere alla popolazione, non ha solo un’accezione negativa, a Comano non viene quasi mai nominata a proposito ma usata a mo’ d’insulto travestito, per cercare di sminuire o screditare tutto quanto dà fastidio alle alte sfere, non è pronunciato dalle persone giuste o non rientra nel (per loro} politically correct.

Nella trasmissione elettorale che si è tenuta a Bellinzona presso l’Archivio di Stato ad inizio febbraio, il Responsabile dell’Informazione e dirigente della RSI Reto Ceschi non ha potuto trattenersi dal bersagliare gratuitamente e per l’ennesima volta il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, affermando che il PPD farebbe una politica populista.

Nei giorni scorsi moltissime persone,non avendo ben compreso ed incredule, ci hanno contattato per chiederci quale sarebbe la politica populista che starebbe facendo il PPD. Non sapendolo neppure noi, ci permettiamo chiederlo direttamente al Responsabile dell’Informazione e dirigente della RSI il dott.Reto Ceschi.

Per il dott. Reto Ceschi è questo il populismo?

  • lanciare due iniziative popolari, sottoscritte da ben 23’000 ticinesi, per chiedere di abbassare l’impostadi circolazione che in Ticino è ingiustamente la più cara di tutta la Svizzera?
  • avere l’onestà intellettuale di ammettere che la libera circolazione delle persone sta, creando dei problemi in Ticino e che bisogna discuterne e interveniresenza dogmi e preconcetti?
  • affermare che 65’000 frontalieri in Ticino, che percorrono tutti i giorni le nostre strade intasandole,sono eccessivi e che ilfenomeno della sostituzione con i lavoratori residenti è un problema serio che sta creando delle gravi disfunzioni sociali?
  • dare ragione a chi dice che i licenziamenti selvaggi secondo la modalità all’americana avvenuti alla RSI nel 2016, definitain un comunicato dei sindacati “scandalosa oltre che assolutamente ingiustificata … i nostri colleghi, oltre a patire l’ingiustizia del licenziamento hanno dovuto subire l’umiliazione di essere espulsi come delinquenti dall’azienda che hanno servito per molti anni” è stato un atto indegno per una TV di Stato?
  • non dare torto a coloro che non ritengono carino (eufemismo) che Aldo Sofia, nonostante la cospicua pensione, continui ad occupare un posto nella redazione di Falò (stipendio 1’000 franchi al giorno?), quando in Ticino ci sono parecchi giovani bravi giornalisti ben formati ma drammaticamente disoccupati?
  • aver lottato per l’Infocentro di Alptransit salvandolo dalla demolizione, un edificio moderno e praticamente nuovo, costato oltre 11 milioni di franchi dei contribuenti, grazie alle pressioni fatte con la nostra petizione?
  • aver lanciato una più che opportuna iniziativa popolare federale per bloccare il continuo einsostenibile aumento dei premi di cassa malati che sta mettendo in ginocchio molte famiglie?
  • non accettare in silenzioche pedofili e stupratori sfuggano alla legge e circolino a piede libero per le strade del Ticino e quindi aver lanciato un’iniziativa cantonale per inasprire le pene a questi delinquenti?
  • aver ritenuto e continuare a ritenere gravissimo che all’interno dell’Amministrazione pubblica avvengano abusi sessuali nei confronti di giovani ragazze e che, peggio del peggio, chisapeva ha vergognosamente taciuto?

Per i vertici della RSI sarebbe questo il populismo?

Bene, se questo è il metro di giudizio che serpeggia negli alti uffici di Comano, che anche noi abbiamo contribuito a sostenere durante la votazione per il mantenimento del canone, è meglio che lo sappiano tutti.

A questo punto non ci resta che ammetterlo e far contesto Ceschi; se questo e molto altro ancora, che con impegno, passione e cuore il PPD sta facendo a favore della popolazione ticinese è populismo, allora sì, caro Ceschi, lei ha perfettamente ragione. Siamo e restiamo dei convinti populisti.

 

Popolo e Libertà, Febbraio 2019

 

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