PPD Manno Comune di Manno
PPD MANNO
 
12 dicembre 2018

In bus dal centro di Lugano a Manno

Da domenica 9.12.2018 scatta il nuovo orario (e il prolungamento della linea 5) del trasporto pubblico luganese

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Come consuetudine alla seconda domenica del mese di dicembre (quest’anno il 9 dicembre) scatta il cambio orario delle linee dei Trasporti Pubblici Luganesi (TPL).

La modifica più rilevante riguarderà la linea 5 che prolunga il suo percorso raggiungendo anche Manno.

Il nuovo collegamento, fortemente voluto dal comune di Manno per migliorare la mobilità, rappresenta una congiunzione diretta tra la stazione FFS di Lamone-Cadempino, il centro Città e altri punti di grande interesse come la Supsi, la vicina clinica ARS medica o il Centro bancario. Il potenziamento del servizio mira quindi ad incentivare il trasporto pubblico tra le migliaia di persone che ogni giorno – per lavoro, per studio o per altri motivi – devono recarsi in una zona particolarmente trafficata ma anche per i residenti che potranno spostarsi verso il centro, senza fare ricorso all’automobile. La linea effettuerà fermata nei pressi dell’Uovo di Manno e presenta corse ogni 10 minuti nelle ore di punta e 15 minuti nelle restanti fasce orarie, alla sera corse ogni 30 minuti e fino a mezzanotte.

Nella foto: la partenza del viaggio inaugurale dalla nuova fermata di Manno.

 

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27 novembre 2018

Una miniera per i dati

Ubs a Manno punta sull’intelligenza artificiale applicata alla finanza

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Annunciato meno di dieci mesi, l’Ubs Business solution center di Manno è ora realtà. Dallo scorso luglio, infatti, vi lavorano 19 persone con l’obiettivo di arrivare a 80 nel medio termine. Si tratta del primo centro in assoluto – una sorta di laboratorio di idee e progetti da sviluppare nell’ambito della finanza – realizzato in collaborazione con un istituto di ricerca (l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, Idsia) legato al mondo accademico. Un partenariato giudicato stimolante sia da Ubs sia dall’Idsia.

La cosiddetta quarta rivoluzione industriale non coinvolge solo il modo della produzione di beni. Sono soprattutto i servizi e la loro erogazione ad essere investiti da questi cambiamenti tecnologici. «L’obiettivo del centro è quello di studiare e testare soluzioni per aumentare l’efficienza, non solo di Ubs Svizzera e servire meglio la clientela», ha spiegato Luca Pedrotti, direttore regionale di Ubs Ticino, durante un incontro con la stampa a cui era presente anche il Ceo di Ubs Sergio Ermotti.

«Per molte persone ormai, la banca è diventata un’applicazione sul telefonino», ha ricordato Sabine Magri, Chief operating manager di Ubs. «E queste persone si attendono che qualsiasi problema tecnico possono incontrare nell’uso della loro app venga risolto in modo rapido: sette giorni su sette e 24 ore su 24», ha continuato.

E dove non arriverà l’uomo, sarà la macchina, o meglio l’intelligenza artificiale applicata alle macchine, a risolvere il problema.
Gli investimenti in tecnologia da parte di Ubs sono aumentati negli ultimi anni del 27% e a livello globale Ubs investe circa 3,5 miliardi di franchi ogni anno per l’innovazione tecnologica e già oggi sono in attività oltre 700 robot. «Ma questo non è ancora sufficiente per rimanere al passo con il cambiamento», ha ricordato ancora Sabine Magri. «Per questo abbiamo bisogno di ‘estrarre valore’ dagli oltre due miliardi di dati che processiamo ogni 15 secondi a favore dei nostri clienti», ha continuato Magri ipotizzando delle piste di ricerca che anche il centro di Manno potrà percorrere in futuro: dalle anomalie nell’uso delle carte di credito, all’analisi predittiva su dati dinamici.

Ricordiamo che Ubs a livello globale ha cinque centri di ricerca sulla FinTech, di cui due in Svizzera: a Zurigo e a Manno, appunto. Solo per quest’ultimo c’è però una collaborazione così significativa con il mondo accademico. Collaborazione sancita nero su bianco grazie alla sottoscrizione di un accordo tra Ubs e Idsia di durata pluriennale.

E un accordo, per essere un buon accordo, deve soddisfare le due parti. Luca Gambardella, direttore dell’Idsia, non nasconde la soddisfazione per l’opportunità data al suo istituto di mettere in pratica le competenze maturate in 30 anni di studi sull’intelligenza artificiale. «Nel mandato oltre all’obiettivo di estrarre valore dai dati, vi è anche quello di migliorare i processi interni alla banca e questo a livello globale, non solo svizzero», afferma Gambardella.

La sfida sull’intelligenza artificiale è veramente globale con i gruppi tecnologici Usa (Facebook, Apple, Google e Amazon) tallonati da quelli cinesi ai quali si aggiungono Canada e Israele. L’Europa sta reagendo solo e il Ticino – con il centro di Manno – sarà della partita.

Il Ticino aderisce alla Swiss blockchain federation

Soddisfazione per il centro di Ubs di Manno è stata espressa anche dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta che ha ripercorso gli sforzi che il Cantone sta facendo per percorrere la strada dell’innovazione.
Vitta ha ricordato la recente riforma fiscale e sociale approvata dai cittadini che contiene elementi di sostegno per chi investe in start-up innovative o la revisione, in cantiere, della Legge cantonale sull’innovazione che verrà potenziata, oppure, l’ultima in ordine di tempo, l’adesione del Canton Ticino – in qualità di socio fondatore – alla neonata ‘Swiss blockchain federation’. Insomma, tutti passi necessari per cogliere i frutti della svolta tecnologica.

Swiss blockchain federation è un’associazione basata sul partenariato pubblico e privato, composta da rappresentanti della politica, dell’economia e del mondo accademico. Questa associazione si prefigge, a livello federale, di consolidare e aumentare l’attrattiva e la capacità concorrenziale della piazza economica elvetica nell’ambito dell’emergente tecnologia della blockchain.

L’adesione del Ticino – che sarà rappresentato dal direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi – si inserisce nel solco dell’impegno finora promosso “ed è coerente con la strategia di sviluppo economico adottata dal Cantone”, si legge in una nota. “Ciò consentirà, inoltre, di partecipare da subito e attivamente all’importante fase strategica, durante la quale saranno sviluppate le basi giuridiche a livello nazionale per la promozione della tecnologia blockchain”.

La Regione, Generoso Chiaradonna, 17.11.2018

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17 settembre 2018

Agno, Bioggio, Manno (ABM) ottengono il riconoscimento di “Città dell’energia”

La celebrazione è avvenuta nel corso della manifestazione “SLOWDREAM”, che ha avuto luogo il 16.9.2018

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Intervento del Sindaco di Manno, Giorgio Rossi

Egregio signor Mirco Moser, direttore dell’Ufficio Cantonale dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili, egregio signor Ulrich König, ambasciatore di Città dell’energia, cari colleghi Sindaci, municipali  e consiglieri comunali di Agno-Bioggio-Manno, colleghi del Gruppo di Lavoro PECo ABM, gentili signore, egregi signori,

I colleghi Sindaci di Agno e Bioggio, hanno voluto lasciare al sottoscritto l’onore di tenere il discorso ufficiale nell’ambito di questa manifestazione. Mi hanno detto che loro dovevano correre per Slow Run. Grazie comunque cari Thierry ed Eolo per l’opportunità che mi avete dato. Nel 2014, in qualità di capodicastero ambiente di Manno, ero presente alla consegna del Label di Città energia al Comune di Bioggio. Mi sono chiesto; visto che collaboriamo anche in ambito energetico, perchè Manno ed Agno no? Passati un paio di anni, dopo varie discussioni sia in ambito del Gruppo di lavoro PECo ABM, ma soprattutto nei municipi,  prima Manno e poi Agno hanno finalmente deciso di unirsi a Bioggio che quest’anno doveva rinnovare l’attestazione. Ed eccoci qui oggi a ricevere l’ambita certificazione di Città dell’energia come “Unione di Comuni”, che segna un importante traguardo, ancora più prestigioso per il fatto che in Ticino è la prima volta che questo riconoscimento viene conseguito a livello intercomunale.

Città dell’energia cresce costantemente in un futuro sempre più sostenibile, stabile, ma previdente e sempre attenta agli attuali sviluppi. Ciò è visibile anche in relazione alla strategia energetica 2050 della Confederazione,  dove viene messo in risalto il fatto che la politica energetica rappresenta un importante campo d’azione per le Città ed i Comuni. Anche la popolazione oggi è più attenta e sensibile, e percepisce il fatto che solo un’azione mirata porta ad un miglioramento della qualità di vita.

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Su questa strada si sono mossi i nostri tre Comuni, con interventi specifici, effettuati in parte congiuntamente come ad esempio l’ illuminazione della strada cantonale da Agno a Manno, già eseguita, o la continuazione ancora in corso dello studio sulla mobilità aziendale. Ed altre realizzate singolarmente da ciascun Comune. Con il motto “Uniti con Energia”  ci muoviamo per fornire il nostro contributo per un futuro sostenibile, per una gestione consapevole delle risorse e per fare in modo che molti progetti comuni possano diventare  realtà. Guardando al futuro abbiamo ancora molto da fare; per questo il nostro Gruppo di Lavoro PECo ABM -di cui mi onoro di fare parte- continuerà a promuovere, incentivare, elaborare strategie e trovare le migliori soluzioni per tutto quanto riguarda la protezione dell’ambiente e del territorio, del clima, delle energie rinnovabili, dei risanamenti energetici, della mobilità sostenibile, di quella aziendale ecc. In altre parole di dare un senso compiuto al motto 2018 di Città energia: “Agire per le future generazioni”. Non va inoltre dimenticato il fatto che questo Label ci permette di poter fare capo agli incentivi dell’Ufficio federale dell’energia, che lo stesso mette appunto a disposizione per progetti in ambito energetico.

Questo traguardo consolida ulteriormente la proficua collaborazione, iniziata a fine 2011 e rafforzata poi nel quadriennio successivo 2012/2016, quando i nostri tre Comuni hanno dato avvio ad un piano energetico intercomunale fatto su misura. Un documento preciso che presentava al suo interno una serie di azioni e provvedimenti, volti a contenere, diminuire e concordare il fabbisogno energetico di elettricità, acqua, combustibili ecc. Un impegno che i Comuni, la popolazione ed anche le industrie insediate sul territorio si sono presi a carico.

Mi ricordo la presentazione alla popolazione degli intenti del progetto, avvenuta nel 2013 alla Sala Aragonite di Manno, in concomitanza con la premiazione del Logo Energia ABM, studiato dagli allievi dei tre Istutiti scolastici.

Progetto che tra l’altro prevedeva l’apertura di uno Sportello Energia grazie al quale la popolazione avrebbe potuto avere informazioni e ricevere gratuitamente consulenze private specialistiche. Non mi voglio dilungare oltre. Altri oratori più esperti vi potranno sviluppare ulteriori argomenti a sostegno del nostro operare e dell’importanza del premio che oggi ci apprestiamo a ricevere.

Mi consentirete però a questo punto alcuni doverosi ringraziamenti.

Ai Municipi dei tre Comuni per avere voluto e creduto in  questa forma collaborativa in ambito di politica energetica.

Alle nostre solerti consulenti di Enermi Sagl, Manno Michela Sormani e Morena Ferrazzo che ci hanno sempre sostenuto e tutt’ora ci propongono nuove prospettive per il futuro.

A Giorgia Guglielmetti esperta consulente di Città energia che, oltre ad averci seriamente stimolati, ci ha accompagnato lungo tutto il percorso della certificazione.

A tutti i colleghi del Gruppo di lavoro PECo ABM, a quelli attuali ed a coloro che ne hanno fatto parte in passato, per il lavoro svolto finora e per quello che continueremo ad elaborare, allo scopo mantenere gli impegni che dovranno portarci a migliorare in futuro

Agli uffici tecnici, alle amministrazioni ed alle direzioni scolastiche dei tre Comuni per il sostegno e l’aiuto che non ci hanno mai fatto mancare.

Ed infine un ringraziamento anche alla popolazione ed alle ditte di Agno Bioggio e Manno che hanno creduto nel nostro progetto, dandoci una mano nello sviluppo del nostro programma.

Auguri ABM ! Rimaniamo sempre “Uniti con energia”.

Grazie per l’ascolto e buona giornata a tutti.

Redazione, 17.9.2018

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19 agosto 2018

Addio a Pier Felice Barchi

Presidente del PLR per un decennio ed ex consigliere nazionale, si è spento questa mattina nella sua casa di Manno. Aveva 89 anni

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È morto questa mattina nella sua casa di Manno Pier Felice Barchi. Lo anticipa “La Regione”.

Avvocato e politico, è stato consigliere nazionale per il PLR dal 1971 al 1983.

Per un decennio – dal 1978 al 1988 – è pure stato presidente della sezione ticinese del partito. Aveva 89 anni.

Nato a Bellinzona nel 1929, si è successivamente laureato in diritto e ha esercitato la professione di avvocato e notaio a Bellinzona e Lugano.

Nel 1983 venne pure proposto quale candidato ticinese al Consiglio federale per sostituire il vodese Georges-André Chevallaz.

Al suo posto venne però scelto il vallesano Pascal Couchepin.

Tio.ch, 19.8.2018

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13 giugno 2018

Progetto tram-treno: avanti senza autogoal

L’OPINIONE Giorgio Rossi, Sindaco di Manno

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Lo scorso 5 giugno la Commissione della gestione e delle finanze si è espressa favorevolmente sul messaggio governativo sulla rete tram-treno del Luganese, invitando dunque il Legislativo ad approvare la richiesta di credito e l’autorizzazione alla spesa per la realizzazione dell’opera. Applaudo con soddisfazione il lavoro svolto dalla Commissione e la decisione presa: un importante punto a favore della concretizzazione di quello che è senza dubbio un progetto di mobilità senza pari per la nostra regione. La commissione ha adottato un approccio a mio avviso corretto: realistico e pragmatico. È naturale che un progetto di tale portata e complessità incontri delle difficoltà e non soddisfi a pieno le esigenze di tutti, ma non per questo va bloccato. È proprio in tal senso che da parte nostra, come Municipio di Manno – assieme ad Agno e Bioggio – abbiamo sempre dato il nostro sostegno coeso alla rete tram-treno, pur consci delle problematiche puntuali che andranno affrontate. Ed è per lo stesso motivo che lo scorso dicembre ci siamo opposti alla petizione richiedente il prolungamento della linea da Manno a Taverne. Non si tratta di una questione di egoismo o miopia – non neghiamo infatti che in un futuro un eventuale e ulteriore prolungamento della linea possa essere valutato – ma piuttosto della necessità, ancora una volta, di essere pragmatici. Al momento attuale, riaprire tali discussioni vorrebbe dire – data la prossimità dei campionati mondiali mi permetto un’analogia calcistica – compiere un clamoroso autogol. Nella migliore delle ipotesi rischieremmo infatti di allungare di molto le tempistiche di realizzazione. Nella peggiore, finiremmo invece per giocarci l’intera partita, perdendo i finanziamenti della Confederazione e mettendo di fatto a rischio l’esistenza stessa del tram-treno. Purtroppo non sarebbe la prima volta che in Ticino perdiamo degli importanti finanziamenti perché incapaci di mostrarci uniti quando necessario (ahinoi!).

Sia chiaro: ciò non significa essere sordi ad ogni esigenza. Per questo giudico saggia la posizione della Commissione della gestione a favore della creazione di consenso con le diverse realtà toccate dal progetto, giustamente definito dalla stessa commissione come «necessario, ambizioso e visionario». Auspico infatti che proprio attraverso l’incontro e il dialogo sia possibile trovare soluzioni condivise per permettere al tram-treno di rimanere sui binari, proseguendo senza pericolosi ritardi o interruzioni la sua corsa.

È dunque questo l’approccio giusto: andare avanti senza perdere di vista l’obiettivo, trovando soluzioni concrete e condivise per i problemi puntuali. Non dimentichiamoci infatti che con l’arrivo del tram-treno si aprirà una pagina importante per lo sviluppo del nostro territorio, con benefici eccezionali per tutta la cittadinanza dell’intero Luganese. Una partita che non possiamo perdere!

Nel nostro piccolo, come Comune di Manno, non possiamo che sostenere il progetto che ci permetterà di avere finalmente un collegamento con il centro di Lugano e che darà vita ad una serie di dinamiche virtuose per lo sviluppo del nostro territorio, contribuendo in primis a ridurre il traffico della regione, una tematica centrale per il nostro Municipio.

Corriere del Ticino, 11.6.2018

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17 gennaio 2018

Manno – UBS: apre il nuovo centro di ricerca sull’intelligenza artificiale

Il centro inizialmente darà lavoro a 20 – 30 persone, destinate a diventare 80 al massimo della sua espansione

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Manno ospiterà un nuovo centro d’innovazione di UBS. Lo ha annunciato oggi la banca precisando che impiegherà fino a 80 dipendenti e sarà attivo nel campo dell’intelligenza artificiale.

La località della piana del Vedeggio è stata scelta per la sua vicinanza all’Università della Svizzera italiana, che dispone di un istituto – l’IDSIA (Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale) – di fama mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale, ha dichiarato oggi Harald Egger, project manager presso UBS. L’IDSIA consentirà alla prima banca svizzera di avere a disposizione persone altamente qualificate.

Il centro avrà sede presso l’attuale sede di UBS a Manno. Inizialmente darà lavoro a 20 – 30 persone, destinate a diventare 80 al massimo della sua espansione. L’obbiettivo della nuova struttura è studiare nuove tecniche nell’analisi dei dati e la gestione dei rischi con l’aiuto dell’intelligenza artificiale.

Tio. ch, ARO/ATS, 17.1.2018

 

 

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28 settembre 2017

In carrozza, si parte!

Per la Rete Tram-Treno può cominciare il conto alla rovescia. L’iter progettuale, avviato nel 2005 con lo studio di fattibilità, sta per terminare e il primo colpo di piccone potrebbe essere dato nel 2020. In dicembre, completati il picchettamento del tracciato e la modinatura delle opere, nelle cancellerie dei comuni interessati saranno depositati i piani.

Piano Tram-Treno

«L’effetto sarà dirompente, le dinamiche di spostamento tra la città e il Vedeggio rivoluzionate» ha detto il consigliere di Stato Claudio Zali durante la presentazione. Al suo fianco il capo Divisione delle costru­zioni Giovanni Pettinari e il capo progetto Ivan Continati. Zali era un consigliere comunale alle prime armi quando per  la prima volta si è ipotizzato un nuovo collegamento ferroviario tra il basso Malcantone e il centro città.

Pianificazione e progettazione hanno richiesto tempi geologici. Le tappe di avvicinamento sono state tante, tuttavia la pietra miliare data nel febbraio 2014, quando il popolo svizzero ha condiviso il principio di istituire un fondo per il finanziamento dell’infrastruttura ferroviaria. Soldi contesi da diversi Cantoni: il Ticino ha avuto il merito di andare a Berna con un progetto convincente dal punto di vista del rapporto costi-prestazioni. Per la verità sono due le opere sulle quali si dovrà esprimere il legislativo cantonale, ha precisato Pettinari: l’estensione della rete tram-treno per 400,7 milioni di franchi e la creazione del nuovo sottopassaggio pedonale di Besso per 43,4 milioni. Da Berna arriveranno la bellezza di 297 milioni: 289 per il cantiere ferroviario e altri 8,6 per il sottopasso della stazione. Il Cantone ce ne metterà 63,2 e 17,7, mentre la partecipazione dei Comuni aderenti alla Commissione regionale dei trasporti del Luganese sarà di 45,8 e 12,8 milioni, con un supplemento per la Città di 4,3 per il sottopasso . «E così il Cantone, con poco più di 60 milioni, compera un’opera che ne vale 400», ha detto uno Zali fiducioso sull’esito positivo dell’esame granconsigliare.

Galleria e viadotto

Un balletto di cifre dietro al quale c’è un’ opera grandiosa, la cui realizzazione durerà parecchi anni. Ne ha parlato Ivan Continati, suddividendo il progetto in quattro aree. La prima, di gran lunga la più importante, consiste nel collegamento tra Bioggio e il centro città. Elemento centrale è la galleria di Breganzona di 2,1 chilometri (a doppio binario), che accorcerà tragitto e tempi di percorrenza. «In 5 minuti da Bioggio si arriverà alla pensilina Botta». Sbucati dal tunnel, i convogli raggiungeranno il capolinea in superficie, lungo corso Pestalozzi. All’estremità opposta della galleria, un viadotto di 700 metri scavalcherà il fiume Vedeggio e l’autostrada, innestandosi nella stazione Cavezzolo, a Bioggio, in prossimità della quale sarà creato il parcheggio park & ride Molinazzo. Da segnalare la fermata sotterranea e il cunicolo di collegamento, che permetteranno ai passeggeri di raggiungere in ascensore la stazione ferroviaria di Lugano.

La seconda area corrisponde al prolungamento delle rotaie da Bioggio a Manno, con terminale in prossimità del palazzo Suglio, dove sorgerà un secondo parcheggio park & ride. Tre le fermate intermedie: Industrie, Bosciorina e La Monda. Lunghezza complessiva del percorso: 1.950 metri.

La terza è in pratica l’attuale tracciato Flp da Ponte-Tresa a Bioggio, sul quale saranno fatti interventi mirati: raddoppio dei binari a Magliaso e Caslano, formazione di due fermate all’aeroporto e in località Colombera, nei pressi della scuola media in costruzione, e rinnovo delle banchine alle stazioni esistenti. Il crocevia dei tre segmenti sarà, appunto, la stazione Cavezzolo e l’attiguo parcheggio, che rappresentano i maggiori contenuti della quarta e ultima area.

La linea Muzzano -Sorengo-Stazione Ffs sarà dismessa e sostituita con un servizio su gomma, che nelle intenzioni del Cantone permetterà di ampliare l’offerta a quelle zone che attualmente sono poco servite. Non è chiaro il destino del sedime ferroviario: «L’ipotesi più probabile – taglia corto Zali – è una pista ciclopedonale».

Si lavora e pianifica anche negli uffici delle Ferrovie Luganesi – presenti a Bellinzona con il presidente Stefano Soldati e il direttore Roberto Ferroni – a cui compete in particolare la scelta dei nuovi treni e l’edificazione di un nuovo centro di manutenzione a Manno. Musica del futuro sono il prolungamento della rete tram-treno a nord fino a Cornaredo e a sud fino a Grancia.

Rivista di Lugano, 22.9.2017, Ivan Pedrazzi

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9 giugno 2017

“Spero che La Posta ci ripensi”

Giorgio Rossi, Sindaco di Manno, non usa mezze misure ed esprime la sua delusione nei confronti del Gigante Giallo

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A livello comunale, sul tema Posta, uno dei più attivi è il comune di Manno, con il sindaco Giorgio Rossi che si è fatto portavoce del malumore cittadino. Lo abbiamo interpellato per capire qual è la reale situazione e le prospettive per il futuro.

Come ha accolto la decisione della Posta di chiudere l’ufficio del suo comune, Manno?

Il Municipio ha accolto malissimo la decisione della Posta di chiudere l’Ufficio di Manno. Personalmente, anche peggio, l’ho ritenuta una presa per i fondelli. Manno conterà si ” solo” 1 ‘300 abitanti ma, giornalmente, grazie alle industrie presenti sul territorio, a due Dipartimenti della Supsi attorno ai quali gravitano dipendenti, studenti sia della formazione di base che di quella continua, nel nostro comune ci sono 13’000 persone che giornalmente ci abitano, lavorano e studiano . Dunque un bel numero di potenziali clienti per la Posta. Non va dimenticato che Manno con Bioggio formano il più importante polo economico del Ticino e che – grazie anche e soprattutto alle aziende – siamo uno dei Comuni che versano i maggiori capitali all’erario cantonale, tramite il contributo di livellamento, strumento principale della perequazione finanziaria

Lei ha annunciato di voler intraprendere una misura dura, ovvero la chiusura dei conti comunali con la Posta. Perché?

Il Municipio ha emanato un comunicato stampa dal titolo “La posta chiude? Chiudiamo anche noi con la Posta”. Attualmente nulla è ancora stato deciso, ma stiamo valutando la possibilità di chiudere i conti correnti postali del Comune. Personalmente ho invitato anche i cittadini a fare altrettanto e so che qualcuno mi ha già dato retta. A Manno e nelle vicinanze ci sono alcuni istituti bancari, con i cui dirigenti si è instaurato un ottimo rapporto e, soprattutto, con i quali si può discutere e trattare.

In questi mesi, inoltre, ha criticato più volte l’atteggiamento dei vertici della Posta, soprattutto per quanto riguarda il dialogo. Perché?

Ho criticato più volte l’atteggiamento dei vertici della Posta, poiché il dialogo non esiste, o meglio, è a senso unico! Hanno deciso, punto e basta! Un esempio è dato dalla serata informativa alla popolazione. Ci era stata indicata una data con l’orario delle 18.30. Sappiamo tutti che a quell’ora chi lavora è ancora in ufficio o in colonna per strada; chi non lavora sta cenando. Abbiamo chiesto a più riprese di spostare l’ora alle 20.30. La decisione è arrivata un venerdì sera – quando appunto gli uffici comunali erano già chiusi – che confermava il precedente orario. Inoltre la popolazione non è stata avvisata con recapito a tutti i fuochi. Sono stati messi volantini sul bancone dell’ufficio postale e basta! Ci siamo dati tutti da fare (municipali e consiglieri comunali) per avere il maggior numero di persone possibile e devo dire che ci siamo perfettamente riusciti.

Cosa auspica per il futuro?

Per il futuro auspicherei che le teste benpensanti della Posta, le quali non ci hanno ancora spiegato i veri motivi della chiusura (e-finance ed e-mail non li abbiamo inventati noi … ) abbiano dei ripensamenti e siano almeno capaci di valutare le situazioni e, soprattutto, di ragionare . Con tutto il rispetto che ho per esempio per Bidogno – frazione del comune d Capriasca – mi sento preso in giro quando mi si viene a paragonare quell’ufficio postale al nostro. E, soprattutto, da persone che nella Posta non credono più, avendo qualcuno di loro già inoltrato le dimissioni al “gigantino giallo”! A titolo abbondanziale dirò che quando lavoravo nel privato – gli anni in cui gli utili non erano soddisfacenti, la direzione si decurtava i bonus …

 

Popolo e Libertà, Pagine a cura di Gianluca Pusterla, 2.6.2017

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3 maggio 2017

Nella fabbrica abbandonata c’è chi non vuole andar via

Via Norello, nell’ex stabilimento discariche abusive, vandali, graffitari, e anche un deposito di “robe vecchie”. Ma l’immobile dovrà essere abbattuto

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MANNO – Il cartello all’ingresso è stato affisso da poco: «In questo stabile non si affittano spazi» dice. E aggiunge: «Ogni settimana decine di persone chiedono, telefonano o mi scrivono. Basta per favore!». Michele Giudici lavora come artigiano del metallo all’interno della fabbrica abbandonata di via Norello a Manno. È una delle più grandi in Ticino, e ha anche un altro record: è dal ’95 che l’ex stabilimento tessile ha cessato la produzione. Vent’anni di abbandono, senza ripartire.

Demolizione imminente - Ma la storia del complesso è giunta al capolinea: verrà abbattuto. Lo stabilisce una variante del piano regolatore approvata dal Municipio di Manno e (l’anno scorso) anche dal Consiglio di Stato. Contro la decisione, ora, è stato presentato ricorso da parte di due cittadini. Intanto, però, la prospettiva di lasciare l’edificio non piace a chi negli anni la fabbrica ha continuato a frequentarla.

«Andarsene non fa piacere» - «Certo l’idea di andarsene non fa piacere» afferma Giudici, che in un’area dello stabile antistante la via Cantonale ha ricavato la propria officina. «L’edificio di per sé non presenta problemi di sicurezza – spiega – anzi data la posizione è molto gettonato da attività che vorrebbero trasferirvisi, mi chiamavano anche il sabato e la domenica, prima del cartello». Ma c’è dell’altro. Nella parte interna dell’edificio sono posteggiate auto, un tir, persino una roulotte utilizzata dal custode.

Il deposito custodito - «Vengo qui tutti i giorni da 20 anni» racconta l’uomo, che nel pian terreno ha raccolto un enorme deposito di oggetti propri e altrui. «In buona parte sono stati lasciati qui da altri affittuari» spiega. «In passato il gestore subaffittava gli spazi a piccole imprese che hanno lasciato qui un pandemonio». Nel corso degli anni è dovuto intervenire il Municipio per vietare il subaffitto abusivo dei locali.

Vandali e writers - Quello che non si è potuto evitare, invece, sono i vandali e i ritrovi di writers: «Vengono anche di giorno, giovani e meno giovani, spaccano, rubano» racconta il custode. Proprietaria dello stabile è Coop, che è in contatto con un potenziale acquirente (per realizzarvi una zona residenziale) e al momento non rilascia informazioni.

Tio.ch, DILL, 3.5.2017

 

 

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23 marzo 2017

MANNO: La Posta chiude? Chiudiamo anche noi con la Posta!

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C’era una volta la Posta, Istituzione federale pubblica efficiente ed affidabile, vero fiore all’occhiello della Confederazione, guardata dentro e fuori i confini nazionali con grande rispetto ed ammirazione. C’era; ora è rimasto ben poco, e la “Posta che verrà” non assomiglierà più alla vecchia e gloriosa ex- Regia Federale. Siamo perfettamente consapevoli che le abitudini dei suoi utenti sono in parte cambiate grazie all’evoluzione tecnologica, ma quando lo scopo principale è ispirato unicamente alla ricerca del massimo profitto, questo diventa inaccettabile. Anche a Manno si sono presentati due zelanti  e  formatissimi  funzionari, che  con grande dispendio di mezzi informatici hanno esposto i nuovi indirizzi politici del “grande Gigante Giallo”, che si riducono alla chiusura progressiva di ben 78 uffici postali su 116. Complimenti! Ma in base a quali strategie e criteri la Posta sceglie gli uffici da chiudere? La domanda l’abbiamo posta, ma è rimasta senza risposta. Inoltre si sono guardati bene dal dire se fosse stata effettuata un’analisi a livello regionale e non sono neppure state date indicazioni sul futuro degli uffici postali dei comuni vicini.

A Manno vivono 1300 abitanti e più di 5500 persone lavorano nelle molte Industrie ed Aziende domiciliate in una parte del riconosciuto Polo Economico più importante del Cantone! Sul suo territorio Manno ospita pure la SUPSI con la Direzione e due dipartimenti, rappresentati da circa 600 collaboratori e 5700 studenti tra la formazione di base e quella continua. Il Municipio si chiede se questo numero di potenziali utenti sia stato preso minimamente in considerazione da coloro che decidono. L’approccio della Posta con le Autorità comunali appare sbagliato ed inaccettabile e favorisce a creare tensioni tra le parti. In pratica i comuni interessati si vedono messi di fronte al fatto compiuto e le trattative con la Posta si riducono ad una mera messinscena. Il rapporto con i Comuni non è trasparente e tantomeno paritario, riducendone il dialogo (diremmo piuttosto un monologo!) ad una semplice formalità. Inoltre, contrariamente a quanto previsto dall’art. 14 cpv. 6 della Legge sulle poste, non ci risulta che le Autorità dei comuni confinanti siano state interpellate ed informate su questa decisione.

Tra le soluzioni proposte figura l’agenzia ubicata in locali commerciali, nei quali la necessità di sicurezza delle persone e di discrezione sono fattori che a nostro avviso chi di dovere non ha minimamente tenuto in considerazione. Facciamo veramente fatica ad immaginare l’utente postale recarsi dal panettiere, dal fiorista o al distributore di benzina, per ricevere o spedire una raccomandata o richiedere un altro servizio. Malgrado la Posta fornisca una sommaria formazione ai dipendenti di questi esercizi, si constata che, dove questa formula è già in funzione, c’è malcontento sia tra il personale sia tra gli utenti. L’altra probabile soluzione presentata riguarda il servizio a domicilio, con la possibilità di effettuare pagamenti in contanti al postino di turno. Chi garantisce la sicurezza e l’incolumità di quest’ultimo? Senza dimenticare quella dell’utente che, a domicilio, deve possedere contante sufficiente per effettuare i propri pagamenti, a meno di non avere un conto postale e quindi poter fare l’operazione con la carta.

A precise lettere di richiesta di informazioni sulle intenzioni della Posta, sia da parte dei Municipi di Agno, Bioggio e Manno che della Conferenza dei Sindaci del Malcantone (organo riconosciuto dal Consiglio di Stato), alla prima non è neppure stata data risposta, mentre alla seconda è stata fornita una spiegazione molto vaga, chiaramente tesa a guadagnare tempo e con l’intento di evitare gli ostacoli di un’opposizione. Per di più quest’ultima non è stata firmata da un dirigente, ma da un semplice funzionario locale. Questo è il classico esempio di come siano tenute in considerazione le Autorità comunali!

Il Municipio di Manno si appella al Consiglio di Stato: faccia sentire la sua voce nei riguardi del Consiglio d’amministrazione e della direzione della Posta, affinché abbia il coraggio di rivalutare certe decisioni prese da persone che guardano esclusivamente ai propri interessi personali, senza adottare criteri oggettivi condivisi. Invita inoltre le aziende presenti sul territorio ad azioni di solidarietà con il Comune.

Di fronte a questo atteggiamento arrogante, forte della sua posizione di monopolio, se la Posta vuole chiudere l’ufficio postale, anche il Municipio di Manno valuterà di chiudere tutte le collaborazioni che attualmente intrattiene con il “Gigante Giallo”! Sicuramente farà ricorso all’Ufficio di vigilanza!

Il Municipio, 23.3.2017

continua...

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