PPD Manno Comune di Manno
PPD MANNO
 
9 gennaio 2020

Invito all’Assemblea straordinaria della sezione Manno del PPD e Indipendenti 2020

PARTITO PPD POPOLARE DEMOCRATICO

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6 dicembre 2019

Posta, servizio a domicilio anche a Manno e Muzzano

A nulla è servito il ricorso alla PostCom da parte del Municipio. Cambia tutto «presumibilmente agli inizi di novembre 2019»

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Nei prossimi mesi la Posta sostituirà le filiali di Manno e di Muzzano per mezzo del servizio a domicilio. Lo comunica lo stesso Gigante Giallo con una nota.

«La Posta è da tempo in contatto con le autorità di Manno e di Muzzano allo scopo di valutare possibili alternative per l’offerta di servizi postali – si legge in una nota -. Ha sottoposto alle autorità di entrambi i comuni luganesi soluzioni atte a garantire sul lungo periodo servizi postali di qualità e ha infine deciso di optare per l’introduzione di un servizio a domicilio sia a Muzzano sia a Manno».

Nel mese di febbraio 2017, la Posta aveva incontrato il Municipio di Manno, informandolo dell’intenzione di chiudere l’ufficio postale. Gli amministratori comunali avevano manifestato la propria ferma opposizione. La decisione formale era stata notificata il 31 ottobre 2017 (contro la quale il Municipio aveva presentato ricorso alla PostCom), ma era stata annullata perché l’azienda privata scelta per un’agenzia in partenariato aveva rinunciato. Il 15 ottobre 2018 i responsabili di zona della Posta avevano di nuovo incontrato il Municipio di Manno e confermato la decisione di chiudere (con notifica del 14 novembre 2018), contro cui era stato di nuovo presentato ricorso.

La Posta, dal canto suo, sostiene ora di «trasferisce lo sportello postale sull’uscio di casa/alla porta dell’azienda» in modo da permettere alla clientela di «gestire comodamente sul posto le loro attività postali quotidiane affidandosi al personale della Posta addetto al recapito».

A Manno e a Muzzano il Gigante giallo intende «proseguire il dialogo con le autorità comunali per approfondire tutti gli aspetti organizzativi in vista dell’introduzione del nuovo servizio», che avverrà presumibilmente agli inizi di novembre 2019. Sino ad allora le due filiali continueranno la loro attività.

Tio.ch,  JC, 30.9.2019

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Manno 2.0 è realtà: apre il cantiere

MANNO 2.0, IL PROGETTO NATO PER RIQUALIFICARE E RILANCIARE IL COMUNE GRAZIE ALLE INNOVAZIONI DIROMPENTI, DIVENTA CANTIERE. L’OBIETTIVO: TRASFORMARE MANNO IN UN POLO TECNOLOGICO-INDUSTRIALE PER LE IMPRESE LOCALI E PER QUELLE PROVENIENTI DALL’ESTERO

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Un progetto ambizioso con molte sfaccettature. Come tutte le iniziative di questa portata, infatti, l’intervento sarà imperniato su numerose attività che toccheranno molteplici aspetti: un articolato puzzle dove ogni tessera ha una funzione importante.

Per dare un’occhiata al futuro e scoprire qualche particolare in più su ciò che ci aspetta, abbiamo intervistato Igor Ciminelli, membro del board amministrativo e responsabile della comunicazione del Swiss Institute for Disruptive Innovation (SIDI).

Signor Ciminelli, negli ultimi mesi in Ticino si è parlato molto del progetto Manno 2.0. Adesso che i lavori sono iniziati può dirci quali sono i passi che state compiendo?

«È importante premettere che Manno 2.0 non va inteso come il mero sviluppo di singole iniziative bensì come un ecosistema complesso, dove ogni componente non solo crea valore per l’intero progetto ma è anche strettamente connesso agli altri. La fase progettuale è durata circa un anno, durante il quale abbiamo analizzato le condizioni e studiato i tipi d’intervento che ne consentiranno lo sviluppo. In questa fase ci stiamo concentrando principalmente su alcune attività cardine molto concrete, ovvero le fondamenta sulle quali cominciare a costruire questo ecosistema. Una di esse è sicuramente l’apertura di uno “Sportello Unico” dedicato alle aziende straniere che desiderano localizzarsi a Manno. Lo Sportello fornirà alle imprese tutto il supporto necessario per il processo di delocalizzazione: dall’individuazione degli spazi adatti, all’ottenimento dei permessi, passando per l’analisi delle questioni fiscali e legali, la ricerca di alloggi per i dipendenti, ecc. ecc. Lo Sportello sarà una corsia preferenziale che snellirà e semplificherà notevolmente le cose. Come aspetto inedito, è previsto anche il supporto per le questioni relative alla vita privata. Dietro ogni imprenditore e lavoratore, infatti, c’è una famiglia e lo Sportello Unico, ad esempio, sarà di supporto anche nell’individuazione della scuola più adatta per i propri figli o per trovare il luogo ideale in cui vivere».

Grande attenzione all’estero quindi. Qual è la strategia che state adottando per attrarre aziende straniere a Manno?

«In questo senso vogliamo imprimere una grossa accelerazione. Il miglior modo per farlo è iniziare portando a Manno, nel breve periodo, dei grossi marchi nell’ambito dell’innovazione. Abbiamo già attivato il network internazionale del SIDI e, anche se per il momento non posso addentrarmi nei dettagli, posso dire che abbiamo avviato trattative con interlocutori di grande rilievo. Siamo certi che, una volta coinvolti alcuni big players, si innescherà un effetto domino virtuoso. Sempre in quest’ottica, da qui a fine anno, abbiamo un’agenda fitta di impegni e di missioni all’estero per stringere nuove partnership e sinergie. Giusto per fare due esempi, nelle prossime settimane saremo in Croazia per incontrare i rappresentanti delle istituzioni locali e in autunno saremo a Dubai, emirato che sta investendo ingenti capitali nell’innovazione. Con il Comune di Manno stiamo inoltre definendo quali siano i profili di Comuni strategicamente interessanti con cui, potenzialmente, dare vita a gemellaggi. E ancora, sempre attraverso il SIDI, abbiamo intavolato diverse discussioni per dar vita a collaborazioni con università, centri di ricerca, hub d’innovazione, incubatori e distretti industriali stranieri. In questo scenario diventano determinanti gli accordi con le Camere di Commercio e le associazioni di categoria internazionali, con particolare focus sull’Italia».

Ha parlato di hub e incubatori. In Europa esistono già realtà molto affermate. In che modo Manno 2.0 si differenzia da ciò che già esiste?

«Direi che le differenze principali sono essenzialmente due. La prima è che, al contrario degli incubatori e acceleratori classici, Manno 2.0 non è vincolato a un luogo specifico, come ad esempio un particolare edificio, ma sarà tutto il territorio del Comune a trasformarsi in un campus innovativo. Come detto in precedenza, si tratta di un ecosistema, vivo e dinamico, che rompe gli schemi e allarga la sua identità all’intera area di Manno, e non solo. Una fucina all’interno della quale nascono nuove idee e nuove opportunità. La seconda, strategicamente più importante, è che Manno 2.0 punterà in particolare sulle innovazioni dirompenti, argomento poco conosciuto ai profani ma che rappresenta l’apice della ricerca. È proprio sui settori associati ad alcune selezionate innovazioni dirompenti che stiamo concentrando i nostri sforzi, attivando dei centri di competenza specifici che trattano temi ad altissimo potenziale e che nel medio termine potrebbero avere un impatto travolgente sui mercati. È importante comprendere che Manno 2.0 non è in competizione con gli hub o gli acceleratori locali o stranieri ma è un interlocutore aperto con il quale collaborare per costruire insieme nuove opportunità».

Nell’ultimo periodo abbiamo compreso la visione e il piano d’azione di Manno 2.0, potrebbe chiarirci a chi si rivolge questa iniziativa?

«Manno 2.0 ha essenzialmente un duplice target. Da una parte si rivolge ad aziende già strutturate, sia locali che straniere, che desiderano progredire e crescere nel campo dell’innovazione con lo scopo di aumentare la loro competitività sul mercato, facendo leva anche su tutta la capacità d’attrazione dello Swissness (il brand Svizzera). Dall’altra, dialoga anche con start-up innovative che necessitano di un terreno fertile e di un ambiente in grado di tradurre velocemente il loro potenziale in concrete opportunità. In questa seconda direzione la nostra volontà è di superare il concetto di incubatore per spostarci verso quello di ecosistema in cui l’industria diventa un attore di primo piano. Ciò che vogliamo è che sul nostro territorio arrivino aziende con potenziale e che, nell’interesse di entrambi, contribuiscano a far crescere il nostro mercato».

Quali sono i vantaggi che Manno 2.0 porterà alle aziende locali?

«Innanzitutto, l’inevitabile ricaduta positiva sull’intero territorio, che godrà sicuramente di una ritrovata vitalità. In secondo luogo, il polo Manno 2.0 rappresenterà un nuovo paniere di opportunità in cui far crescere il proprio network, trovare nuovi clienti e stringere inedite sinergie. Infine, ma non meno importante, giocherà un ruolo fondamentale la facilitazione all’accesso a profili di alto livello e talenti, oggi così difficili da trovare e, soprattutto, fidelizzare».

E al territorio?

«Manno 2.0 è un ecosistema e il territorio, inteso nel senso stretto del termine, ricopre un ruolo fondamentale. Spesso si tende a dimenticare che la vita professionale è inevitabilmente connessa alla vita privata. Da un’indagine preliminare che abbiamo svolto negli scorsi mesi è emerso che una delle criticità del Canton Ticino riguarda proprio la qualità della vita. È la cruda verità: oggi la maggior parte degli imprenditori, dei manager e dei dipendenti di aziende che hanno già delocalizzato lamenta il fatto che al di fuori dall’attività lavorativa non ci sia altro da fare. Se da una parte vivere e lavorare in Ticino presenta degli indiscutibili vantaggi come la sicurezza, la qualità dei servizi, la ridotta pressione fiscale; dall’altra mancano alcuni aspetti altrettanto importanti, forse sottovalutati perché a prima vista possono sembrare banali. Sto parlando di elementi come i momenti d’incontro, d’intrattenimento, di convivialità e, ovviamente, anche di divertimento. Se il networking imprenditoriale è oggi un requisito indispensabile, i rapporti sociali lo sono altrettanto. In questo senso abbiamo in programma molte iniziative e da questo punto di vista la vera innovazione sarà tornare alla dimensione umana».

Sembra proprio che siate partiti con la marcia giusta. Cosa ci aspetta al ritorno dalle vacanze?

«Manno 2.0 ha tutte le carte in regola non solo per avere successo ma anche per diventare un punto di svolta e, si spera, un esempio da seguire. Adesso è tempo di lanciare il messaggio. Quando si parla di Svizzera e di delocalizzazione si pensa soprattutto a città come Zurigo. Il nostro obiettivo, in prima istanza, è presentare questa opportunità ai mercati e alle aziende che già nutrono l’interesse per un’eventuale delocalizzazione in Svizzera ma che non conoscono l’opzione Manno. La visibilità giocherà un ruolo chiave e noi lo sappiamo bene. Nei mesi di settembre e ottobre, per esempio, stiamo organizzando due eventi, uno a Manno e l’altro a Milano, durante i quali presenteremo Manno 2.0 ad aziende e start-up in target. Inoltre, per coinvolgere da subito gli imprenditori locali e stranieri, primi tra tutti quelli del Nord Italia, stiamo organizzando per novembre l’Innovation Safari, un tour attraverso le realtà innovative della Svizzera che avrà come punto di partenza e di arrivo per l’appunto Manno».

Piano di lavoro ambizioso che sicuramente avrà bisogno di molte risorse…

«Il Comune di Manno e il SIDI credono fortemente e hanno già investito molto nel progetto. Ma Manno 2.0 può diventare realtà solo grazie all’appoggio e al sostegno delle aziende locali. Gli imprenditori di Manno devono sentirsi parte attiva e comprendere che i primi a godere delle ricadute di questo progetto saranno loro. Il tema principale dell’evento che si terrà a settembre sarà proprio questo. Si auspica che le aziende del territorio rispondano positivamente e contribuiscano a far diventare Manno 2.0 uno spartiacque tra passato e futuro, oltre che un esempio per tutto il Ticino. I grandi progetti si possono realizzare solo se affrontati insieme. Noi del SIDI e il Comune di Manno abbiamo scommesso sulla vittoria di questa partita, adesso abbiamo bisogno dall’aiuto dell’intera squadra».

Innovation Safari – Un viaggio attraverso le realtà più innovative della Svizzera

l’Innovation Safari è un’immersione nei luoghi in cui nasce l’innovazione al fianco degli esperti del SIDI. Il Safari infatti consiste in una serie di viaggi, che si terranno in periodi diversi, ognuno dei quali prevede un periodo di soggiorno di 4 giorni e 3 notti. Durante ciascuna visita i partecipanti avranno un ruolo attivo e potranno confrontarsi in via del tutto esclusiva con i protagonisti dei progetti più innovativi e importanti del momento. Ogni viaggio sarà un’imperdibile occasione di approfondimento in quanto saranno caratterizzati da workshop, brainstorming e momenti d’incontro e confronto, per comprendere come mettere l’innovazione al servizio della propria azienda.

Al momento sono stati organizzati 3 differenti tour, che avranno luogo a partire dal mese di novembre. Ogni itinerario sarà contraddistinto da un tema specifico: il primo riguarderà le Innovazioni Dirompenti, il secondo sarà dedicato al settore industriale e il terzo a quello della chimica.

Ecco alcune delle mete in programma: il Centro di Calcolo Europeo, il dipartimento AI di Google, i laboratori del Politecnico di Zurigo, IBM e Watson; e ancora, EPFL per robotica e 5G; inoltre si visiteranno aziende private e start-up emergenti.

Al fine di garantire la qualità dell’Innovation Safari e dare modo a tutti i partecipanti di trarre il massimo valore da questa esperienza i posti saranno limitati. Per informazioni: www.sidi-international.org/safari

 

Edizione: Ticino Welcome 63 – Set/Nov 2019

 

 

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20 maggio 2019

Serata informativa sulla tecnologia 5G




Volantino 5G - 1.5

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27 marzo 2019

Viaggio in Indocina con il Manno Film Mondo

Venerdì 29 e sabato 30 marzo torna il festival di cinema e culture promosso dal Comune di Manno in collaborazione con Fosit

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L’appuntamento con la settima edizione di Manno Film Mondo è per venerdì 29 e sabato 30 marzo presso la Sala Aragonite di Manno. Il festival di cinema e culture, promosso dal Comune di Manno in collaborazione con la Federazione delle ONG della Svizzera italiana (Fosit), quest’anno è organizzato da Acti Espérance, associazione che realizza opere nell’ambito della cooperazione allo sviluppo a favore delle popolazioni dell’Indocina, regione del Sud-Est Asiatico che comprende Vietnam, Cambogia e Laos.

Anche quest’anno il filo conduttore dell’evento sarà il cinema con tre film in programma: “Nimble Fingers”, documentario previsto per venerdì 29 marzo alle 20.15, “Eco Planet – un pianeta da
salvare”, film d’animazione in palinsesto per sabato 30 marzo alle 16.30 e “Chang – la giungla misteriosa”, documentario muto del 1927 con la sonorizzazione live del gruppo folk rock Yo Yo Mundi a cui si potrà assistere sempre sabato alle 20.30. I lungometraggi serali saranno seguiti da un dibattito.

Tio.ch, FC, 27.3.2019

 

 

 

 

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7 marzo 2019

RETO CESCHI E L’OSSESSIONE PER IL POPULISMO

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Alla testa della RSI di Comano qualcuno deve avere qualche dolore o conto in sospeso con la parola “populismo “, come se questa rappresentasse il male assoluto, il virus dei virus, un’invasione aliena o qual cosa di immondo e da temere. La parola populista che, contrariamente a quanto si tenta di far credere alla popolazione, non ha solo un’accezione negativa, a Comano non viene quasi mai nominata a proposito ma usata a mo’ d’insulto travestito, per cercare di sminuire o screditare tutto quanto dà fastidio alle alte sfere, non è pronunciato dalle persone giuste o non rientra nel (per loro} politically correct.

Nella trasmissione elettorale che si è tenuta a Bellinzona presso l’Archivio di Stato ad inizio febbraio, il Responsabile dell’Informazione e dirigente della RSI Reto Ceschi non ha potuto trattenersi dal bersagliare gratuitamente e per l’ennesima volta il Consigliere di Stato Paolo Beltraminelli, affermando che il PPD farebbe una politica populista.

Nei giorni scorsi moltissime persone,non avendo ben compreso ed incredule, ci hanno contattato per chiederci quale sarebbe la politica populista che starebbe facendo il PPD. Non sapendolo neppure noi, ci permettiamo chiederlo direttamente al Responsabile dell’Informazione e dirigente della RSI il dott.Reto Ceschi.

Per il dott. Reto Ceschi è questo il populismo?

  • lanciare due iniziative popolari, sottoscritte da ben 23’000 ticinesi, per chiedere di abbassare l’impostadi circolazione che in Ticino è ingiustamente la più cara di tutta la Svizzera?
  • avere l’onestà intellettuale di ammettere che la libera circolazione delle persone sta, creando dei problemi in Ticino e che bisogna discuterne e interveniresenza dogmi e preconcetti?
  • affermare che 65’000 frontalieri in Ticino, che percorrono tutti i giorni le nostre strade intasandole,sono eccessivi e che ilfenomeno della sostituzione con i lavoratori residenti è un problema serio che sta creando delle gravi disfunzioni sociali?
  • dare ragione a chi dice che i licenziamenti selvaggi secondo la modalità all’americana avvenuti alla RSI nel 2016, definitain un comunicato dei sindacati “scandalosa oltre che assolutamente ingiustificata … i nostri colleghi, oltre a patire l’ingiustizia del licenziamento hanno dovuto subire l’umiliazione di essere espulsi come delinquenti dall’azienda che hanno servito per molti anni” è stato un atto indegno per una TV di Stato?
  • non dare torto a coloro che non ritengono carino (eufemismo) che Aldo Sofia, nonostante la cospicua pensione, continui ad occupare un posto nella redazione di Falò (stipendio 1’000 franchi al giorno?), quando in Ticino ci sono parecchi giovani bravi giornalisti ben formati ma drammaticamente disoccupati?
  • aver lottato per l’Infocentro di Alptransit salvandolo dalla demolizione, un edificio moderno e praticamente nuovo, costato oltre 11 milioni di franchi dei contribuenti, grazie alle pressioni fatte con la nostra petizione?
  • aver lanciato una più che opportuna iniziativa popolare federale per bloccare il continuo einsostenibile aumento dei premi di cassa malati che sta mettendo in ginocchio molte famiglie?
  • non accettare in silenzioche pedofili e stupratori sfuggano alla legge e circolino a piede libero per le strade del Ticino e quindi aver lanciato un’iniziativa cantonale per inasprire le pene a questi delinquenti?
  • aver ritenuto e continuare a ritenere gravissimo che all’interno dell’Amministrazione pubblica avvengano abusi sessuali nei confronti di giovani ragazze e che, peggio del peggio, chisapeva ha vergognosamente taciuto?

Per i vertici della RSI sarebbe questo il populismo?

Bene, se questo è il metro di giudizio che serpeggia negli alti uffici di Comano, che anche noi abbiamo contribuito a sostenere durante la votazione per il mantenimento del canone, è meglio che lo sappiano tutti.

A questo punto non ci resta che ammetterlo e far contesto Ceschi; se questo e molto altro ancora, che con impegno, passione e cuore il PPD sta facendo a favore della popolazione ticinese è populismo, allora sì, caro Ceschi, lei ha perfettamente ragione. Siamo e restiamo dei convinti populisti.

 

Popolo e Libertà, Febbraio 2019

 

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12 dicembre 2018

In bus dal centro di Lugano a Manno

Da domenica 9.12.2018 scatta il nuovo orario (e il prolungamento della linea 5) del trasporto pubblico luganese

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Come consuetudine alla seconda domenica del mese di dicembre (quest’anno il 9 dicembre) scatta il cambio orario delle linee dei Trasporti Pubblici Luganesi (TPL).

La modifica più rilevante riguarderà la linea 5 che prolunga il suo percorso raggiungendo anche Manno.

Il nuovo collegamento, fortemente voluto dal comune di Manno per migliorare la mobilità, rappresenta una congiunzione diretta tra la stazione FFS di Lamone-Cadempino, il centro Città e altri punti di grande interesse come la Supsi, la vicina clinica ARS medica o il Centro bancario. Il potenziamento del servizio mira quindi ad incentivare il trasporto pubblico tra le migliaia di persone che ogni giorno – per lavoro, per studio o per altri motivi – devono recarsi in una zona particolarmente trafficata ma anche per i residenti che potranno spostarsi verso il centro, senza fare ricorso all’automobile. La linea effettuerà fermata nei pressi dell’Uovo di Manno e presenta corse ogni 10 minuti nelle ore di punta e 15 minuti nelle restanti fasce orarie, alla sera corse ogni 30 minuti e fino a mezzanotte.

Nella foto: la partenza del viaggio inaugurale dalla nuova fermata di Manno.

 

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27 novembre 2018

Una miniera per i dati

Ubs a Manno punta sull’intelligenza artificiale applicata alla finanza

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Annunciato meno di dieci mesi, l’Ubs Business solution center di Manno è ora realtà. Dallo scorso luglio, infatti, vi lavorano 19 persone con l’obiettivo di arrivare a 80 nel medio termine. Si tratta del primo centro in assoluto – una sorta di laboratorio di idee e progetti da sviluppare nell’ambito della finanza – realizzato in collaborazione con un istituto di ricerca (l’Istituto Dalle Molle di studi sull’intelligenza artificiale, Idsia) legato al mondo accademico. Un partenariato giudicato stimolante sia da Ubs sia dall’Idsia.

La cosiddetta quarta rivoluzione industriale non coinvolge solo il modo della produzione di beni. Sono soprattutto i servizi e la loro erogazione ad essere investiti da questi cambiamenti tecnologici. «L’obiettivo del centro è quello di studiare e testare soluzioni per aumentare l’efficienza, non solo di Ubs Svizzera e servire meglio la clientela», ha spiegato Luca Pedrotti, direttore regionale di Ubs Ticino, durante un incontro con la stampa a cui era presente anche il Ceo di Ubs Sergio Ermotti.

«Per molte persone ormai, la banca è diventata un’applicazione sul telefonino», ha ricordato Sabine Magri, Chief operating manager di Ubs. «E queste persone si attendono che qualsiasi problema tecnico possono incontrare nell’uso della loro app venga risolto in modo rapido: sette giorni su sette e 24 ore su 24», ha continuato.

E dove non arriverà l’uomo, sarà la macchina, o meglio l’intelligenza artificiale applicata alle macchine, a risolvere il problema.
Gli investimenti in tecnologia da parte di Ubs sono aumentati negli ultimi anni del 27% e a livello globale Ubs investe circa 3,5 miliardi di franchi ogni anno per l’innovazione tecnologica e già oggi sono in attività oltre 700 robot. «Ma questo non è ancora sufficiente per rimanere al passo con il cambiamento», ha ricordato ancora Sabine Magri. «Per questo abbiamo bisogno di ‘estrarre valore’ dagli oltre due miliardi di dati che processiamo ogni 15 secondi a favore dei nostri clienti», ha continuato Magri ipotizzando delle piste di ricerca che anche il centro di Manno potrà percorrere in futuro: dalle anomalie nell’uso delle carte di credito, all’analisi predittiva su dati dinamici.

Ricordiamo che Ubs a livello globale ha cinque centri di ricerca sulla FinTech, di cui due in Svizzera: a Zurigo e a Manno, appunto. Solo per quest’ultimo c’è però una collaborazione così significativa con il mondo accademico. Collaborazione sancita nero su bianco grazie alla sottoscrizione di un accordo tra Ubs e Idsia di durata pluriennale.

E un accordo, per essere un buon accordo, deve soddisfare le due parti. Luca Gambardella, direttore dell’Idsia, non nasconde la soddisfazione per l’opportunità data al suo istituto di mettere in pratica le competenze maturate in 30 anni di studi sull’intelligenza artificiale. «Nel mandato oltre all’obiettivo di estrarre valore dai dati, vi è anche quello di migliorare i processi interni alla banca e questo a livello globale, non solo svizzero», afferma Gambardella.

La sfida sull’intelligenza artificiale è veramente globale con i gruppi tecnologici Usa (Facebook, Apple, Google e Amazon) tallonati da quelli cinesi ai quali si aggiungono Canada e Israele. L’Europa sta reagendo solo e il Ticino – con il centro di Manno – sarà della partita.

Il Ticino aderisce alla Swiss blockchain federation

Soddisfazione per il centro di Ubs di Manno è stata espressa anche dal consigliere di Stato e direttore del Dipartimento delle finanze e dell’economia Christian Vitta che ha ripercorso gli sforzi che il Cantone sta facendo per percorrere la strada dell’innovazione.
Vitta ha ricordato la recente riforma fiscale e sociale approvata dai cittadini che contiene elementi di sostegno per chi investe in start-up innovative o la revisione, in cantiere, della Legge cantonale sull’innovazione che verrà potenziata, oppure, l’ultima in ordine di tempo, l’adesione del Canton Ticino – in qualità di socio fondatore – alla neonata ‘Swiss blockchain federation’. Insomma, tutti passi necessari per cogliere i frutti della svolta tecnologica.

Swiss blockchain federation è un’associazione basata sul partenariato pubblico e privato, composta da rappresentanti della politica, dell’economia e del mondo accademico. Questa associazione si prefigge, a livello federale, di consolidare e aumentare l’attrattiva e la capacità concorrenziale della piazza economica elvetica nell’ambito dell’emergente tecnologia della blockchain.

L’adesione del Ticino – che sarà rappresentato dal direttore della Divisione dell’economia Stefano Rizzi – si inserisce nel solco dell’impegno finora promosso “ed è coerente con la strategia di sviluppo economico adottata dal Cantone”, si legge in una nota. “Ciò consentirà, inoltre, di partecipare da subito e attivamente all’importante fase strategica, durante la quale saranno sviluppate le basi giuridiche a livello nazionale per la promozione della tecnologia blockchain”.

La Regione, Generoso Chiaradonna, 17.11.2018

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17 settembre 2018

Agno, Bioggio, Manno (ABM) ottengono il riconoscimento di “Città dell’energia”

La celebrazione è avvenuta nel corso della manifestazione “SLOWDREAM”, che ha avuto luogo il 16.9.2018

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Intervento del Sindaco di Manno, Giorgio Rossi

Egregio signor Mirco Moser, direttore dell’Ufficio Cantonale dell’aria, del clima e delle energie rinnovabili, egregio signor Ulrich König, ambasciatore di Città dell’energia, cari colleghi Sindaci, municipali  e consiglieri comunali di Agno-Bioggio-Manno, colleghi del Gruppo di Lavoro PECo ABM, gentili signore, egregi signori,

I colleghi Sindaci di Agno e Bioggio, hanno voluto lasciare al sottoscritto l’onore di tenere il discorso ufficiale nell’ambito di questa manifestazione. Mi hanno detto che loro dovevano correre per Slow Run. Grazie comunque cari Thierry ed Eolo per l’opportunità che mi avete dato. Nel 2014, in qualità di capodicastero ambiente di Manno, ero presente alla consegna del Label di Città energia al Comune di Bioggio. Mi sono chiesto; visto che collaboriamo anche in ambito energetico, perchè Manno ed Agno no? Passati un paio di anni, dopo varie discussioni sia in ambito del Gruppo di lavoro PECo ABM, ma soprattutto nei municipi,  prima Manno e poi Agno hanno finalmente deciso di unirsi a Bioggio che quest’anno doveva rinnovare l’attestazione. Ed eccoci qui oggi a ricevere l’ambita certificazione di Città dell’energia come “Unione di Comuni”, che segna un importante traguardo, ancora più prestigioso per il fatto che in Ticino è la prima volta che questo riconoscimento viene conseguito a livello intercomunale.

Città dell’energia cresce costantemente in un futuro sempre più sostenibile, stabile, ma previdente e sempre attenta agli attuali sviluppi. Ciò è visibile anche in relazione alla strategia energetica 2050 della Confederazione,  dove viene messo in risalto il fatto che la politica energetica rappresenta un importante campo d’azione per le Città ed i Comuni. Anche la popolazione oggi è più attenta e sensibile, e percepisce il fatto che solo un’azione mirata porta ad un miglioramento della qualità di vita.

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Su questa strada si sono mossi i nostri tre Comuni, con interventi specifici, effettuati in parte congiuntamente come ad esempio l’ illuminazione della strada cantonale da Agno a Manno, già eseguita, o la continuazione ancora in corso dello studio sulla mobilità aziendale. Ed altre realizzate singolarmente da ciascun Comune. Con il motto “Uniti con Energia”  ci muoviamo per fornire il nostro contributo per un futuro sostenibile, per una gestione consapevole delle risorse e per fare in modo che molti progetti comuni possano diventare  realtà. Guardando al futuro abbiamo ancora molto da fare; per questo il nostro Gruppo di Lavoro PECo ABM -di cui mi onoro di fare parte- continuerà a promuovere, incentivare, elaborare strategie e trovare le migliori soluzioni per tutto quanto riguarda la protezione dell’ambiente e del territorio, del clima, delle energie rinnovabili, dei risanamenti energetici, della mobilità sostenibile, di quella aziendale ecc. In altre parole di dare un senso compiuto al motto 2018 di Città energia: “Agire per le future generazioni”. Non va inoltre dimenticato il fatto che questo Label ci permette di poter fare capo agli incentivi dell’Ufficio federale dell’energia, che lo stesso mette appunto a disposizione per progetti in ambito energetico.

Questo traguardo consolida ulteriormente la proficua collaborazione, iniziata a fine 2011 e rafforzata poi nel quadriennio successivo 2012/2016, quando i nostri tre Comuni hanno dato avvio ad un piano energetico intercomunale fatto su misura. Un documento preciso che presentava al suo interno una serie di azioni e provvedimenti, volti a contenere, diminuire e concordare il fabbisogno energetico di elettricità, acqua, combustibili ecc. Un impegno che i Comuni, la popolazione ed anche le industrie insediate sul territorio si sono presi a carico.

Mi ricordo la presentazione alla popolazione degli intenti del progetto, avvenuta nel 2013 alla Sala Aragonite di Manno, in concomitanza con la premiazione del Logo Energia ABM, studiato dagli allievi dei tre Istutiti scolastici.

Progetto che tra l’altro prevedeva l’apertura di uno Sportello Energia grazie al quale la popolazione avrebbe potuto avere informazioni e ricevere gratuitamente consulenze private specialistiche. Non mi voglio dilungare oltre. Altri oratori più esperti vi potranno sviluppare ulteriori argomenti a sostegno del nostro operare e dell’importanza del premio che oggi ci apprestiamo a ricevere.

Mi consentirete però a questo punto alcuni doverosi ringraziamenti.

Ai Municipi dei tre Comuni per avere voluto e creduto in  questa forma collaborativa in ambito di politica energetica.

Alle nostre solerti consulenti di Enermi Sagl, Manno Michela Sormani e Morena Ferrazzo che ci hanno sempre sostenuto e tutt’ora ci propongono nuove prospettive per il futuro.

A Giorgia Guglielmetti esperta consulente di Città energia che, oltre ad averci seriamente stimolati, ci ha accompagnato lungo tutto il percorso della certificazione.

A tutti i colleghi del Gruppo di lavoro PECo ABM, a quelli attuali ed a coloro che ne hanno fatto parte in passato, per il lavoro svolto finora e per quello che continueremo ad elaborare, allo scopo mantenere gli impegni che dovranno portarci a migliorare in futuro

Agli uffici tecnici, alle amministrazioni ed alle direzioni scolastiche dei tre Comuni per il sostegno e l’aiuto che non ci hanno mai fatto mancare.

Ed infine un ringraziamento anche alla popolazione ed alle ditte di Agno Bioggio e Manno che hanno creduto nel nostro progetto, dandoci una mano nello sviluppo del nostro programma.

Auguri ABM ! Rimaniamo sempre “Uniti con energia”.

Grazie per l’ascolto e buona giornata a tutti.

Redazione, 17.9.2018

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19 agosto 2018

Addio a Pier Felice Barchi

Presidente del PLR per un decennio ed ex consigliere nazionale, si è spento questa mattina nella sua casa di Manno. Aveva 89 anni

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È morto questa mattina nella sua casa di Manno Pier Felice Barchi. Lo anticipa “La Regione”.

Avvocato e politico, è stato consigliere nazionale per il PLR dal 1971 al 1983.

Per un decennio – dal 1978 al 1988 – è pure stato presidente della sezione ticinese del partito. Aveva 89 anni.

Nato a Bellinzona nel 1929, si è successivamente laureato in diritto e ha esercitato la professione di avvocato e notaio a Bellinzona e Lugano.

Nel 1983 venne pure proposto quale candidato ticinese al Consiglio federale per sostituire il vodese Georges-André Chevallaz.

Al suo posto venne però scelto il vallesano Pascal Couchepin.

Tio.ch, 19.8.2018

continua...

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